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Le nuove Opere Parrocchiali e le nuove Sedi

inaugurazione l'11 ottobre 2014!

Manifesto raccolta fondiMattone, vetro e ferro. E poi giochi di luce, piazze e giardini ricavati in altezza, un’architettura moderna ma che, in alcuni tratti, vuole riportare alla mente l’immagine dei chiostri degli antichi monasteri.
Il nuovo polo educativo diocesano che sta sorgendo ad Albenga, tra via Milano e via Torino, guarda al futuro prendendo spunto dal passato. Qui sorgeranno da una parte le nuove opere parrocchiali e dall’altra l’istituto Redemptoris Mater che ospita le scuole elementari, medie e il liceo pedagogico. Più di seicento ragazzi scorazzeranno presto dietro queste vetrate e sulle terrazze che offrono la vista del centro storico. Entro ottobre, dicono gli addetti ai lavori.
L’impresa che si occupa dei lavori è la ditta Verus che ha sede a Bardino Nuovo. La progettazione è stata affidata all’architetto Maurizio Arnaldi, che ha seguito anche l’aspetto legato all’urbanistica; un lavoro portato avanti insieme agli ingegneri Giuseppe Brunengo e Giuliano Borelli.
Si tratta di un cantiere in dirittura d’arrivo: nato poco più di tre anni fa e rallentato da intoppi di varia natura. Da una parte, il ritrovamento di importanti reperti archeologici di epoca romana che, oggi, giacciono sotto la piazza che ospiterà il via vai di giovani e studenti; dall’altra, i sigilli al cantiere Edilvele di via Milano (poi dissequestrato) in cui erano ospitati tutti i sottoservizi connessi a quest’opera.
Ventimila metri cubi in totale, con la scuola che affaccia su via Torino e le opere parrocchiali su via Milano (qui troveranno posto i ragazzi che oggi frequentano il catechismo presso la struttura di via Genova). E poi, un campo da calcio e un’ampia palestra (regolamentare per la pallavolo), che “separano” i due blocchi.
Costruzioni che, in mancanza di spazi ampi, sono sviluppate in altezza, con un sistema di terrazzamenti a tre metri da terra: sopra la futura palestra, infatti, sorgerà un giardino per i bimbi delle elementari; sopra il salone polivalente in dotazione alle opere parrocchiali, spunterà una sorta di piazza a cielo aperto.
Oltre al salone, le opere parrocchiali vedranno due piani dedicati alle aule, il centro Caritas, l’appartamento del vice parroco. Dal canto suo, la scuola avrà un’enorme palestra, l’auditorium, aule super tecnologiche, corridoi dominati da ampie finestre e dalla luce. Il tutto all’interno di costruzioni dove i materiali scelti sono quelli della tradizione: mattone a vista, vetro e ferro.
Un’immagine antica che nasconde un’anima moderna e ecologica, con un sistema di riciclaggio dell’acqua piovana e l’uso di pannelli solari, solo per citare qualche esempio. Un luogo di studio e di ritrovo per i giovani albenganesi, che avranno così un punto di riferimento in più sul territorio.

Federica Pelosi, IVG.it