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"sui 20 dell'avventura" |
| progetto educativo di gruppo |
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2007/2008 - 2008/2009 - 2009/2010 |
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1) IL PROGETTO EDUCATIVO |
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Il progetto educativo descrive gli obiettivi che la Comunità Capi assume come prioritari per contribuire a realizzare il progetto di cambiamento nella realtà in cui opera il Gruppo, con lo spirito di “lasciare il mondo un po’ migliore di come lo abbiamo trovato”. Nasce a partire dai bisogni educativi che abbiamo riscontrato nei nostri ragazzi e dall’analisi delle risorse che possono essere messe in gioco per contribuire a questo cambiamento. Dopo una lunga e ponderata verifica del p.e. precedente (2003-2006), e un’analisi della diversa situazione del Gruppo, è stato elaborato il presente progetto, che ricoprendo gli anni associativi 2007/2008, 2008/2009 e 2009/2010, avrà sua naturale scadenza con l’inizio dell’anno 2010/2011. |
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Ai singoli Staff la cura di riportare gli obiettivi educativi qui emersi nei programmi dell’unità loro affidata, e alla Co.Ca. la responsabilità della verifica periodica (1-2 volte l’anno) e finale della loro attuazione ed efficacia. |
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2) EDUCARE ALLA COMUNITÁ… |
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a) … nel Gruppo e nelle Unità Rispetto alla situazione dello scorso progetto educativo, il Gruppo si presenta cresciuto numericamente (tra i 15/20 censiti in più) e diverso nella sua composizione interna: la maggior parte dei ragazzi è collocata in Branco e in Reparto e, rispetto al passato, sono sempre più quei ragazzi che abitano nel territorio parrocchiale, nonostante sussista una forte presenza di “extraparrocchiali” (intorno al 40%), a conferma di una ormai “storica vocazione” del Gruppo ad accogliere anche soci al di fuori del centro di Albenga. |
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Diversa anche la situazione delle unità. La Comunità Capi si è ricostituita come autonoma (rispetto alla situazione congiunta del p.e. precedente) e, per quanto riguarda i ragazzi, è nata l’esigenza di prediligere in EG due reparti paralleli rispetto ad uno misto. La Comunità RYS invece, dopo un primo anno (il 2007/2008) di ripensamento educativo e di progettualità condivisa con la Co.Ca. Albenga 1, riprenderà dal 2008/2009, un cammino autonomo. Particolare importanza riveste il 20simo della fondazione del gruppo: evento che ci auguriamo possa essere di profondo rinnovamento e rilancio educativo, nell’acquisizione di una consapevolezza e affezione maggiore alle attività ed alle persone. |
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obiettivi - prediligere comunità ristrette ed equilibrate rispetto a grandi numeri e disomogeneità di genere e di età, in modo da favorire una PP più attenta e un rapporto capo/ragazzo più profondo e proficuo - creare nei ragazzi un forte senso di identità e appartenenza al gruppo e all’associazione - promuovere l’attenzione all’altro, alle attività e alle cose comuni (materiali, sedi,…) e l’impegno in prima persona, come atteggiamento per vivere a fondo la vita comunitaria - far comprendere la necessità e bellezza di crescere in una comunità, e dal lato opposto, dell’inadeguatezza dell’autoreferenzialità e dell’egoismo - definire equilibri e modalità di lavoro dei nuovi reparti paralleli e della ripristinata situazione autonoma della comunità rYs |
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strumenti - maggiore equilibrio ed oculatezza nella gestione degli ingressi in gruppo - reparti paralleli e comunità rYs disgiunta - eventi del 20simo di gruppo - nella PPU investire sui ruoli di assunzione di responsabilità all’interno della propria comunità - maggiore attenzione alle verifiche comunitarie |
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obiettivi - consapevolizzare i ragazzi dell’importanza della partecipazione della santa messa domenicale - essere parte attiva nelle attività della parrocchia - rendere visibile e conosciuta la nostra proposta educativa all’interno del contesto parrocchiale - dialogo, confronto e collaborazione con eventuali altri gruppi parrocchiali |
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strumenti - prendere parte alla s. messa domenicale e, per quanto possibile, impegnarsi a fornire il proprio contributo nella sua animazione - impegnarsi a rispettare e a partecipare agli eventi organizzati dalla parrocchia e dalla diocesi, soprattutto quelli della pastorale giovanile - essere presenti con un referente all’interno delle strutture ecclesiali di riferimento del gruppo |
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obiettivi - educare all’altro e al diverso - riscoprire il nostro territorio, dalle tradizioni alla “scontata” geografia - educare ad essere cittadini attivi, toccando temi come la legalità e l’educazione ambientale - farsi promotori della nostra proposta educativa nel territorio, ed eventualmente prendere contatto e instaurare collaborazioni con altri enti che lavorano nel campo educativo |
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strumenti - far conoscere ai ragazzi le diverse realtà presenti sul territorio - prediligere la nostra città e il suo entroterra nella scelta dei luoghi per le uscite - strutturare percorsi educativi e attività sulla riscoperta delle tradizioni locali e del territorio - strutturare percorsi educativi e attività incentrati sulla multiculturalità e la tolleranza - strutturare percorsi educativi e attività sui temi della legalità e della cittadinanza attiva - organizzare e farsi promotori di eventi e occasioni per testimoniare e incentivare nella cittadinanza la nostra proposta |
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| 3) SCOUTING E… | ||||||
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strumenti - incentivare il rapporto capo-ragazzo e ragazzo-ragazzo teso a rendere gli obiettivi della PP più vicini e a portata dell’educando - lavorare per progetti cercando numerosi e continui momenti di verifica |
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b) ... “learning by doing” |
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obiettivi - imparare a fare il punto su se stessi, sui propri limiti e sulle proprie potenzialità cercando di sfruttarle in tutte le occasioni possibili - imparare a valorizzare il proprio operato e quello degli altri indipendentemente dal risultato ottenuto, nello spirito di cercare di “ fare del proprio meglio” - entrare nell’ottica di diventare competenti per “essere pronti” per se stessi e per gli altri |
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strumenti - l’apprendimento e l’applicazione delle tecniche, da quelle “dell’uomo del bosco” a quelle di animazione - gli strumenti delle branche: specialità, brevetti, imprese, cacce, capitoli, servizio,… - proporre attività puramente manuali e all’aria aperta |
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4) DIMENSIONE AFFETTIVA |
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a) Educazione all’amore e coeducazione |
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L’Associazione crede fermamente che dal rapporto particolare uomo-donna nasce la famiglia umana e scaturisce la vocazione dell’uomo a vivere con l’altro, perciò propone – attraverso l’incontro tra i due sessi – un cammino di crescita che, partendo dalla scoperta e dalla conoscenza della propria identità di genere, conduca alla scoperta ed alla conoscenza dell’altro, per instaurare con esso un dialogo ricco e costruttivo, attraverso cui rileggere e riflettere sul proprio modo di essere uomo o donna, superare ruoli e modelli precostituiti e collaborare in modo fecondo. Nella reciprocità e nel dono di sé, lo sviluppo della identità di genere e la relazione interpersonale orientano, con crescente profondità ed intensità, la dimensione affettiva e la capacità di amare di ognuno. Nella realizzazione di questa proposta l’uomo e la donna partecipano al progetto creativo di Dio.” [1] |
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obiettivi - educare alla percezione ed accoglienza “dell’altro e del diverso”, nell’ottica di una reciprocità, che costruisce la relazione e la consapevolezza di sé - imparare ad accettarsi e a valorizzare la propria specificità e corporeità, avendo presente la propria preziosità, in quanto fatti “ a sua immagine e somiglianza” - infondere un giusto e corretto approccio con la dimensione affettiva e con la propria sfera sessuale |
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strumenti - costruire e attuare percorsi educativi ed attività in base alle esigenze dell’età di riferimento - far vivere pienamente la coeducazione (reparti paralleli, equilibrio fra i sessi nelle unità,…) - ricorrere ad eventuali persone competenti su specifici argomenti |
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b) Famiglia |
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Per rendere la nostra azione educativa più efficace e partecipe, riteniamo sia fondamentale creare e valorizzare un dialogo tra la comunità capi e le famiglie, con lo scopo di indirizzare verso obiettivi comuni le azioni dei capi e quelle della famiglia, evitando di far percepire al ragazzo due ambienti con intenti e valori differenti per il suo bene. |
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obiettivi - far conoscere i progetti e i programmi educativi (gruppo/unità) alle famiglie e cercare di renderle partecipi nella stesura e nella verifica nel tempo degli stessi - coltivare coi genitori, rapporti più sinceri e fruttuosi sul lato educativo - coinvolgere le famiglie nella preparazione e/o gestione di attività coi ragazzi |
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strumenti - riunioni coi genitori più interattive e coinvolgenti, anche con parti attive da parte delle famiglie - incontri più informali tra genitori e capi - eventuali eventi e/o attività studiate ad hoc - istituzione di un comitato genitori permanente di supporto alla comunità capi e agli altri genitori |
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Albenga, 28 marzo 2008
Chiediamo l’aiuto di Dio,
La Comunità Capi [1] AGESCI, Regolamento Metodologico Interbranca, Art. 11 – Educazione all’amore e coeducazione |
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