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Don Ettore è il nuovo rettore del Seminario vescovile di Albenga

Published on 12 luglio 2015 under Chiesa
Don Ettore è il nuovo rettore del Seminario vescovile di Albenga

Cambio della guardia nel Seminario vescovile diocesano. Don Ettore Barbieri è il nuovo rettore. 

“Ringrazio il vescovo coadiutore Guglielmo Borghetti per la fiducia che mi ha voluto accordare e che spero di non deludere” ha detto, appena nominato, il canonico quarantacinquenne, ordinato sacerdote nel 1996, licenziato in filosofia, penitenziere della Cattedrale, parroco di Testico, responsabile diocesano della Pastorale giovanile, assistente diocesano dell’Azione cattolica e assistente spirituale dell’Agesci Albenga 5.

Come si presenta, oggi, il Seminario? Ci sono nuove vocazioni per l’inizio, il prossimo settembre, del nuovo anno accademico?
Al momento – spiega don Ettore – vi sono cinque seminaristi. Uno in attesa dell’ordinazione diaconale, mentre un altro, già diacono, attende di diventare sacerdote. Degli altri tre, due sono in quinta Teologia, mentre l’altro è in terza. Non penso ci saranno nuovi ingressi per settembre, salvo sorprese sempre possibili! Visto il numero esiguo di seminaristi, il nostro Vescovo coadiutore Borghetti sarebbe intenzionato a far loro proseguire gli studi in un altro seminario. Finora, non ha ancora deciso quale. Perciò, non è affatto corretto dire che il nostro Seminario è chiuso: è chiuso, per il momento, lo studentato teologico. I seminaristi ci sono e qualora si presentasse un numero sufficiente di nuovi aspiranti non esiteremmo a riattivare gli studi qui in loco.

Qual è la formazione caratterizzante del Seminario?
Chi si sente chiamato al sacerdozio deve possedere quelle qualità umane indispensabili per vivere il ministero: intelligenza, equilibrio, capacità di relazione, serenità di carattere; deve poi cercare di sviluppare la chiamata alla santità: amore a Dio in un’intensa vita interiore e amore al prossimo nella testimonianza della fede e nel servizio; infine, deve far crescere le doti che sono tipiche di chi sarà conformato, nell’ordinazione sacerdotale, a Cristo Capo: obbedienza alla Chiesa, spirito di povertà e donazione di sé nel celibato. Solo così potrà servire e guidare il popolo cristiano a imitazione, appunto, di Gesù, che non è venuto per essere servito, ma per servire. Certamente, chi accede al presbiterato mantiene in sé tutta la fragilità umana, ma è chiamato continuamente a
superarsi confidando nell’aiuto di Dio.

Quali attività si svolgono nel Seminario? 
Distinguerei tra attività interne ed esterne. Internamente, il seminarista vive la preghiera, lo studio e il rapporto con gli altri membri della comunità nei vari momenti della giornata, compreso lo svago. Esternamente, viene inviato in qualche realtà pastorale (parrocchia, ospedale, associazione, movimento) per imparare nel concreto quanto dovrà fare un domani.

Quali esperienza pastorali da neo-rettore intenderà vivere con i seminaristi?
Sono stato padre spirituale negli ultimi tre anni in Seminario, perciò conosco già molto bene gli attuali candidati. Sicuramente, prima dell’inizio dell’anno scolastico, ci incontreremo più volte non solo per parlare del Seminario dove svolgeranno i loro studi, ma anche per vivere qualche momento di formazione (preghiera, riflessione). Inoltre, anche durante l’anno ci saranno altri incontri per valutare insieme il loro cammino: infatti, anche se, durante il periodo scolastico, saranno affidati ad altri superiori con i quali, ovviamente, saremo sempre in contatto e ai quali chiederemo una valutazione, la responsabilità della loro formazione ricade sul sottoscritto e l’ultima parola sulla loro idoneità spetta sempre a monsignor Borghetti.

Cosa significa, per un prete nominato rettore, oggi vivere il Seminario e formare i futuri sacerdoti?
Normalmente, è un ruolo che si preferisce non assumere… Infatti, comporta una gravissima responsabilità davanti a Dio e alla Chiesa. Se è vero che chi ordina è il vescovo e che è lui, come dicevo prima, a dover dire la parola definitiva, è altrettanto vero che è il rettore che, nella quotidianità della vita del seminario oppure attraverso contatti costanti e frequenti, come avverrà nel nostro caso, conosce direttamente i candidati, le loro qualità, i loro comportamenti, il loro carattere, i loro problemi.

Intervista di E. Ciangherotti sulle pagine diocesane Ponente 7 di Avvenire di domenica 12 luglio 2015. Scarica qui il pdf.

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