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Competenza e passione educativa

Published on 10 agosto 2013 under Mondo Scout
Competenza e passione educativa

Periodicamente, agenzie di comunicazione informano che gruppi di scout in difficoltà durante attività all’aria aperta richiedono l’intervento di soccorritori. Tra le cause di questi avvenimenti vengono individuati la scarsa preparazione e il percorso scelto.

Spesso, da parte dei comunicatori professionisti, c’è la mancata conoscenza della valenza educativa della strada e dei percorsi associativi. Non si deve, però, sottovalutare la necessità da parte di noi capi di preparare tutte le attività facendo molta attenzione ai rischi, mettendo in atto gli importanti accorgimenti di prevenzione per rendere significativa l’esperienza in totale sicurezza.

Forse sfugge a molti che lo scautismo in Italia porta all’aria aperta alcune centinaia di migliaia di giovani, mediamente 4.000.000 di giornate/ragazzo ogni anno (200.000 scout per 20 giorni all’anno tra uscite, campi e route).

Gli incidenti occorsi sono statisticamente quasi inevitabili.

Ciò significa che dobbiamo fare sempre più “del nostro meglio per essere pronti…”. È il nostro il motto, e ci invita anche a migliorare la percezione del rischio e a praticare un attraversamento maggiormente consapevole del territorio. Andare in montagna con i nostri ragazzi implica anche cercare una relazione con chi in montagna vive e lavora. Se non l’abbiamo già fatto prima di partire, chiediamo loro informazioni consigli su percorsi, previsioni meteo, punti di appoggio, difficoltà che il terreno propone e relative attrezzature eventualmente necessarie. Tutto ciò ridurrà notevolmente la possibilità di trovarsi in difficoltà mettendo a repentaglio la sicurezza e trasformando una splendida proposta educativa in una emergenza.

Con il CAI abbiamo sottoscritto un Protocollo d’intesa già dal 2009. Pochi giorni fa in un incontro con il Presidente del CAI e i Presidenti del Comitato nazionale si sono definiti dei passaggi importanti per dare seguito e rendere sempre più operativo il protocollo firmato.

Nonostante alcuni ci vedano inizialmente come improbabili e incoscienti accompagnatori di giovani senza alcuna esperienza, incontriamoli e, una volta spiegato e dimostrato loro il nostro intento e la nostra passione educativa (a volte questo sfugge), troveremo persone disponibili ad assisterci, sia per formazione che per accompagnamento.

Buona strada.

Marilina Laforgia e Matteo Spanò
Presidenti del Comitato nazionale

Massimo Gavagnin
Delegato dal Comitato nazionale per la collaborazione con il CAI

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